mercoledì 8 giugno 2011

Follia

Vedo che aspettate una conclusione: ma siete proprio scemi, se credete che dopo
essermi abbandonata ad un simile profluvio di chiacchiere, io mi ricordi ancora di ciò che ho detto.
Un vecchio proverbio dice: "Odio il convitato che ha buona memoria".
Oggi ce n'è un altro: "Odio l'ascoltatore che ricorda".
Perciò addio! Applaudite, bevete, vivete, famosissimi iniziati alla Follia.



Da:

martedì 31 maggio 2011

Collateral.

Esame di Otolab.
Performance Live Audiovisiva sul tema della Rivolta.
Realizzato da Giorgio Rossano, Sabrina Angiolini, Fabio Cirella, Niccolò Di Guida e Stefano Musacci, che insieme formano il gruppo dei mitici 
- Collateral -




Performance realizzata con Isadora per la parte video, e Ableton per la parte audio.

giovedì 26 maggio 2011

La maschera

Work in progress.. animazione rotoscope. 
Sei sicuro di quello che vedi?

lunedì 23 maggio 2011

bOOm

Ed eccola finalmente, dopo tutta questa attesa, la nuova merendina BOOM arriva sulle vostre tavole! per donare alla vostra pausa un sapore in più!


Lavoro realizzato con Photoshop e Adobe Premiere. 

lunedì 25 aprile 2011

Messico

Pasqua 2011, direi un'occasione perfetta per esplorare un pò il mondo. In giro per il Messico.
Dimora tipica messicana nello zona povera dello stato dello Yucatàn.







Messicani

mercoledì 20 aprile 2011

Arancia Meccanica

Arancia Meccanica è un film del 1971 di Stanley Kubrick. Esso è considerato un grandissimo film di culto, con uno stile fantascientifico sociologico politico, una società piena di violenza gratuita, esasperata, giovanile in un clima di cultura pop e folkloristica.  



Questo film lo trovo veramente geniale per l'uso dei diversi tipi di obiettivi che lo rendono del tutto finzionale, irreale. E inoltre l'uso della fotografia con luci in tempi della giornata differenti in inquadrature una dietro l'altra. 






La regia di questo film è del tutto interpretativa, a pura volontà di Kubrick. In un primo momento, al momento dell'uscita nei cinema, produsse molte discussioni, per la nascita di gruppi di drughi, i quali imitarono le imprese di Alex e del suo gruppo, che stupravano donne e compivano atti violenti. Kubrick infatti, per non creare situazioni di questo genere, come dicevo prima, a sottolineato in ogni modo il mondo irrealistico in cui si svolge l'azione. 



mercoledì 9 marzo 2011

work in progress...

Ed eccola, a breve sui vostri schermi l'invenzione del secolo!
La nuova merendina Boom.!
Non indicata ai deboli di cuore.

Assaggio spot:
Un ingenuo ragazzo di periferia,
non immagina neanche cosa il mondo ha in serbo per lui.

giovedì 3 marzo 2011

90.

Esame New Italian Epic, eventi reali e non.

Piove. Ormai da troppi giorni. Quest’anno la primavera non ha proprio nessuna intenzione di farsi vedere. Sono le 8.10 e sono in ritardo, grazie a mio fratello che sta sempre cinque ore in bagno, manco fosse una bella donna. Se non fosse per lui sarei già a metà strada.
La via per arrivare alla fermata dell’autobus è completamente immersa dalle pozzanghere e nella fretta mi sono pure messa le scarpe di tela. Cazzo. Probabilmente farei più veloce nuotando a stile libero. In più i bambini proprio ora dovevano entrare all’asilo. Ci sono più mamme che bambini, tutte con gli occhi un po’ lucidi, con la speranza di ritrovarli sani e salvi alla fine della giornata. Cerco di farmi spazio fra la folla e appena fuori dalla massa comincio a correre, ho l’esame oggi, non posso ritardare un’altra volta. Appena arrivo all’incrocio eccola, la 90, era quella nuova, con il condizionatore i posti a sedere larghi e comodi, proprio quella che faceva a caso mio, così mentre mi si asciugavano un po’ i piedi avrei anche potuto ripassare per l’esame. Un lusso! Ma mi sfreccia davanti, così corro ancora più veloce senza fare caso al marciapiede davanti a me, eppure la faccio ogni mattina questa strada. Improvvisamente mi ritrovo per terra, l’unica cosa che vedo è il cielo, se così si può chiamare, è semplicemente una campitura grigia, con la solita enorme nuvola di smog che circonda tutta la città. Ho un po’ di mal di testa, devo averla battuta. Vedo delle sagome nere di persone che continuano a camminare affianco a me, senza curarsi della mia presenza, in quella condizione, sdraiata per terra, sotto la pioggia. Dopo circa un minuto appare un viso davanti a me, era un uomo sulla sessantina, che passava da li in bici. Si ferma, comincia ad urlare, incazzato, alle persone che passavano: “Ma in che mondo viviamo!? C’è una signorina qua per terra, e nessuno si degna di aiutarla? È una vergogna!”. Subito mi porge la mano, mi aiuta ad alzarmi, voleva portarmi in ospedale, ma io non potevo, avevo l’esame, ed era la mia ultima occasione. Un po’ intontita lo ringrazio di cuore, lui se ne va bofonchiando qualcosa alle persone e io arrivo finalmente alla fermata. Nel frattempo erano passati ben 3 autobus e nello schermino della fermata dove vengono indicati i minuti d’attesa, da ricalcolo passa a 20 minuti. Classico della 90, o sono troppe o non passano mai. Penso che potrei tornare indietro e prendere la macchina, ma poi mi ricordo di essere in riserva già da 2 giorni e di non aver nessun pezzo di carta che assomigli ad una banconota. Rimango lì ad aspettare, accendo una sigaretta e inizio a ripassare. Dopo 10 minuti arriva l’autobus. Finalmente qualcosa di positivo in questa mattinata. Come al solito è piena di gente, riesco a salire solo fino al primo gradino e le porte chiudendosi prendono dentro la mia sciarpa. Cerco di toglierla, ma rischio di fare una brutta fine, decido così di aspettare fino alla fermata successiva incastrata nella porta. Metà delle persone, scendono proprio lì, poiché in quella zona passano molti tram. Riesco finalmente a farmi spazio e adocchio un posto libero. Sto per sedermi, ho già quasi il sedere appoggiato e un ragazzo mi scosta con il braccio dicendo con tono scocciato: “scusa èh!” e si siede. Capisco che nel posto subito dietro c’era la sua ragazza che inizia a toccargli i capelli manco lo stesse spulciando e a sussurrarli sdolcinate parole d’amore . Decido di evitare di litigare con lui, era una coppia un po’ strana e forse anche perché la testa mi faceva ancora un po’ male e dovevo assolutamente ripassare, così mi sposto un po’ avanti. Il tempo passa, arrivo al capolinea, piazzale Lotto. Bene, c’è un’altra 90 al capolinea, così scendo e risalgo in quella avanti. Finalmente riesco a sedermi. Dopo 3 minuti fermi al capolinea, noto che l’autobus dietro, parte. Non capisco. Dopo circa qualche secondo, il conducente avvisa che si è verificato un guasto nella vettura e ci invita a scendere. Cazzo. Sarebbe stato anche carino saperlo un secondo prima da riuscire a prendere la 90 appena partita. Ma decido di non prendermela, almeno ha smesso di piovere. Sono le 8.37, inizio alle 9 oggi e da qua ci impiego circa una mezzoretta ad arrivare. Non penso di riuscirci, ma la speranza è l’ultima a morire e infondo alla via, all’angolo della piazza, vedo la 90 ancora molto piccola farsi largo tra il traffico mattutino. Mentre aspetto mi accendo un’altra sigaretta, sono nervosa, in ritardo e infreddolita. Dopo un tiro mi cade nella pozzanghera. Che cazzo, oggi non è proprio la mia giornata.
 Arriva la 90, salgo e trovo posto vicino ad una ragazza con l’auricolare che pareva parlasse da sola. Ritiro fuori i miei appunti e vado avanti a ripassare. Dopo 5 minuti parte, e dopo 2 fermate il conducente ci invita già a scendere poiché la vettura termina in piazzale Brescia. È la terza volta che scendo da questo maledetto autobus, ora sono ufficialmente incazzata, e con me anche tutte le altre persone che hanno subito il mio stesso trattamento. Mentre aspetto nuovamente il mezzo, vedo con la coda dell’occhio dei ragazzi extracomunitari, vicino alla fermata, che con disinvoltura tirano su della cocaina. Non si sono accorti però che ci sono dei vigili che stanno dirigendo il traffico, molto intenso a quest’ora. I vigili però si sono accorti di loro, e iniziano a correre verso i ragazzi. Ecco che capiscono di essere stati visti e impauriti, scappano. Uno dei ragazzi è troppo lento, forse perché un po’ fuori forma. Un vigile lo raggiunge e il ragazzo confuso e nervoso gli tira un pugno dritto sul naso. Anche se erano ormai un po’ lontani, quasi tutti qui alla fermata hanno visto la scena, inizia il caos generale. Alcuni urlano, altri chiamano il 911, altri corrono verso il vigile a terra e io rimango impietrita. Non riesco a credere a quello che è successo, non posso veramente e non voglio nemmeno credere di vivere in un mondo del genere. È tutto una grandissima stronzata.
L’ambulanza arriva subito, stava passando in quella zona proprio in quel momento e dopo una decina di minuti se ne va, sfrecciando. La situazione comincia a placarsi e la 90 arriva nuovamente. Salgo, sono le 8.58, se sfrutto il quarto d’ora di ritardo accademico, con un po’ di fortuna posso ancora farcela. Sono ancora impietrita, ma cerco di mettere il mondo da parte e concentrarmi su i miei appunti. Sono in piedi, le mie gambe tremano leggermente, cerco di rilassarmi. Le fermate passano e un uomo sui 50 anni circa si mette proprio dietro di me. Puzza e penso che sia un po’ fastidioso e inappropriato, soprattutto perché c’è molto spazio più avanti. Neanche il tempo di spostarmi, e questo uomo di merda, mi appoggia il suo schifoso coso dritto sulla mia schiena. Mi giro, istintivamente gli tiro una gomitata. Lui con un’espressione squallida e vogliosa viene ancora verso di me. Ho paura. Urlo. Un uomo mi difende e lo spinge giù dall’autobus. Ricomincia a piovere. Vengono verso di me, mi chiedono se sto bene, se voglio qualcosa ma io non parlo. Ora voglio solo andare a casa. In quel momento mi accorgo, però, di essere alla fermata della mia università. Scendo, cammino, nervosa. Arrivo davanti all’aula, sono le 9.25. È appeso un avviso alla porta dell’aula: l’esame è spostato a domani.

venerdì 11 febbraio 2011

Stop.

Ok, esame di Compositing, tema libero.
Cominciamo.
Ma come cominciare?!
Bene, vado a sfogliare vari video di motion graphic sul web, sperando di trovare qualche idea che mi soddisfasse ma nulla è successo.
Decido allora di fare una cosa simile, senza un senso compiuto.
Inizio scontornando un codice a barre.
Non chidetemi perchè.
Procedendo con il mio lavoro,
improvvisamente
capisco.
Tutto si fa molto più chiaro dal momento in cui il tempo si ferma.
Alice
era la risposta.


Video realizzato con After Effects.

giovedì 10 febbraio 2011

La scimmia afghana!


"Ed eccola, solo ed esclusivamente per voi, a grande richiesta, la mitica
CARMELO!
la favolosa scimmia afghana, capace di qualsiasi cosa!
 affrettatevi!!!!
sarà un'occasione unica al mondo!"
(i posti sono limitati)


Esame Graphic Design. Illustrator e Photoshop.

Le vie di Photoshop....

....sono infinite.
                                                                                                                                          
Prima
Dopo

martedì 8 febbraio 2011

Barcelona, Spain







Antoni Gaudí è considerato, ovviamente, come il più importante architetto di Barcellona, capace di influenzarne del tutto l'aspetto. Tra le sue numerose opere, quella più famosa, è senz'altro la Sagrada Familia, che si, è molto bella, senza dubbio, molto maestosa (infatti non sono neanche riuscita bene a inquadrarla tutta con la macchina fotografica) ma personalmente preferisco le sue opere più piccole come Casa Milaà (anche detta la pedrera) e anche Casa Batllò, che sono incantevoli sia nelle forme (andamento delle onde del mare fantastico) che nei colori e riescono ad essere molto più "pittoresche". Ma il mio preferito in assoluto è senza dubbio Parc Güell, questa città-giardino piena di colori e architettura, è formidabile e incantevole.

giovedì 3 febbraio 2011

La mia "Città Invisibile"

Se volete credermi, bene. Ora dirò come è fatta Ottavia, città - ragnatela. C'è un precipizio in mezzo a due montagne scoscese: la città è sul vuoto, legata alle due creste con funi e catene e passerelle. Si cammina sulle traversine di legno, attenti a non mettereil piede negli intervalli, o ci si aggrappa alle maglie di canapa. Sotto non c'è niente per centinaia e centinaia di metri: qualche nuvola scorre; s'intravede più in basso il fondo del burrone. Questa è la base della città: una rete che serve da passaggio e da sostegno.Tutto il resto, invece d'elevarsi sopra, sta appeso sotto: scale di corda, amache, case fatte a sacco, attaccapanni, terrazzi come navicelle, otri d'acqua, becchi del gas,girarrosti, cesti appesi a spaghi, montacarichi, docce, trapezi e anelli per i giochi,teleferiche, lampadari, vasi con piante dal fogliame pendulo.Sospesa sull'abisso, la vita degli abitanti d'Ottavia è meno incerta che in altre città. Sanno che più di tanto la rete non regge.

da: Le Città Invisibili di Italo Calvino


 

E questa è la mia interpretazione dell'invisibile città.

Cantando sotto la pioggia


Cantando sotto la pioggia (Singin' in the Rain) è un film del 1952 diretto da Stanley Donen e Gene Kelly, interpretato dallo stesso Gene Kelly, Donald O'Connor e Debbie Reynolds. Kelly e Donen si occuparono anche delle coreografie.
Trama 
Il film è ambientato durante il passaggio dal cinema muto al sonoro, alla fine degli anni Venti. Il protagonista, Don Lockwood (interpretato da Kelly), è un'acclamata star del muto, con un passato di ballerino, musicista e stuntman. Don non sopporta la sua partner sullo schermo, la bionda e svampita Lina Lamont (Jean Hagen). Il successo dei primi film sonori costringe il produttore della Monumental Pictures, R.F. Simpson (Millard Mitchell), a trasformare l'ultimo film della coppia, "The dueling Cavalier", in un film parlato, il che si rivela difficile data la voce gracchiante e fastidiosa di Lina. Dopo uno screen test fallimentare, il migliore amico di Don, Cosmo Brown (Donald O'Connor), suggerisce di trasformare il film in un musical, "The dancing Cavalier", nel quale Lina verrebbe doppiata dalla giovane attrice e cantante Kathy Selden (Debbie Reynolds), di cui Don si è nel frattempo innamorato. Lina si infuria quando scopre la verità e cerca di sabotare la storia d'amore, nonché di costringere Kathy a continuare a doppiare i suoi futuri film. Alla prima il film è un enorme successo e quando a Lina viene chiesto di cantare, Don, Cosmo e R.F. la convincono a cantare in playback con Kathy dietro le quinte, per poterla smascherare alzando il sipario durante la sua esibizione.

Fonte:  Wikipedia



mercoledì 2 febbraio 2011

Cicciona show

E dopo giorni e giorni, ore e ore, minuti e minuti, e avete capito....
ecco finalmente il primo lavoro finito di animazione del fantastico duo
Sara e Sabrina.
Due splendide ragazze che avevano molto a cuore l'argomento CIBO e sono riuscite ad estrapolare dalle loro testoline, questo magnifico show che state per vedere.....


Disegni a mano, post-produzione in Photoshop e montaggio con Final cut.

domenica 30 gennaio 2011

Emirati Arabi U.A.E.

Dato che amo viaggiare, ogni tanto posterò qualche foto dei miei viaggi passati e di quelli che farò in futuro per condividere insieme lo splendore del mondo.









venerdì 28 gennaio 2011

Tecniche di disegno di un Coffee Shop, U.A.E.

La foto originale

Matite colorate

Matita grigia (chiaro/scuro)

Colori ad olio

Texture realistica

Texture fantasia

giovedì 27 gennaio 2011

Mostra Paesaggi Consapevoli 2009

Paesaggi consapevoli, committenza pubblica e grandi fotografi per Milano.
a cura di:
- Liceo Artistico Statale "U. Boccioni"
- Museo Fotografia Contemporanea

Ecco uno dei miei scatti:

Babele


Poichè è sempre meglio stare tra le nuvole che con i piedi per terra.

Lavoro realizzato in illustrator. tema: babele.